BARCIS IL LAGO CON I COLORI CHE PARLANO

Quella che ti sto per raccontare non è la classica visita domenicale al lago.

Barcis racchiude qualcosa di speciale che oggi ti racconto in questo articolo, che parla del dialogo con la natura e i suoi colori. Scopri assieme a me la bellezza incantata di Barcis.

Barcis il lago con i colori che parlano
Mi sono fermata per ascoltare i colori di Barcis.

Non sempre riusciamo a percepire tutto con gli occhi e ci troviamo ad usare gli altri sensi davanti ad una scena che ci piace. Ti starai chiedendo come è possibile che un colore ci stia parlando, invece è così!

I colori che posso descrivere, e che ho visto a Barcis, sono l’azzurro tendente al cenere del cielo, il verde misto al marrone della terra, il bianco della neve che si vede sulle montagne in lontananza e il verdeacqua del lago.

Se dovessi dirti semplicemente cosa ho visto, ti direi esattamente questo, con la consapevolezza che il mio racconto sarebbe troppo semplice ed incompleto.

Ho imparato ad ascoltare il territorio friulano attraverso tutti sensi che ho a disposizione.

I sensi che conosciamo sono cinque (vista, tatto, gusto, olfatto, udito) ma a me non bastano più, entro in un luogo senza pormi filtri e barriere di nessun tipo, non cerco informazioni o racconti di altri che hanno visitato il luogo perchè ne sarei troppo influenzata, agisco con l’istinto e spesso è così che scelgo cosa vedere e dove andare.

Aggiungo il mio sesto senso che è la memoria e per non farmi mancare nulla il mio settimo senso, la fantasia.

Barcis il lago con i colori che parlano
Barcis racconta tutto di sè, ma devi imparare ad ascoltarlo attraverso tutti i tuoi sensi.

Barcis ha dei colori che parlano, nel senso letterale del termine. I messaggi che ti trasmette a suo modo il lago sono sottili, e probabilmente non sono riuscita a coglierli tutti.

Ma mi ha donato del tempo prezioso e sono grata alla natura per regalarmi uno spettacolo del genere.

Voglio raccontarti con più precisione come a Barcis i colori dialogano con te, che sei loro spettatore.

Precisamente, non sei più un semplice spettatore ma diventi interlocutore attivo!

La prima cosa che ho percepito è stato il colore, ero in macchina e non potevo sentire nient’altro, appena scesa l’aria frizzante mi ha avvolto quasi come una guida verso il percorso che il lago aveva deciso per me.

In questo preciso istante avevo due scelte, seguire la strada che anche altre persone facevano oppure fermarmi e andare nella direzione opposta.

Ho scelto, guidata dalla brezza, quest’ultima opzione.

Non riuscivo a dire nulla perchè una parola di troppo avrebbe rotto l’incantesimo. L’acqua del lago era mossa dalla brezza, mi sembrava stessero discutendo dolcemente fra loro, poi, si sono unite alla conversazione anche le fronde degli alberi e qualche uccellino. Nel tutto io non potevo far altro che rimanere immobile all’ascolto.

Con le mani ho toccato l’acqua gelida del lago, l’erba fresca e dei legnetti che si trovavano ai miei piedi. L’odore era quello tipico dei boschi, dove l’umidità dell’autunno è percepibile e inconfondibile.

barcis il lago con i colori che parlano
Il riflesso delle montagne sul Lago di Barcis è magnifico.

Ma il gusto?

Il gusto non necessariamente lo si percepisce mangiando, io l’ho tradotto con il gusto genuino di qualcosa di autentico. Hai presente quando la nonna sforna una crostata e tu sentendone l’odore immagini già il gusto, sapendo subito che è buonissima?

Questo è esattamente quello che succede a Barcis, il lago con i suoi colori ti spinge in un vortice di sensazioni, dove tatto, olfatto e udito completano la tua esperienza, lasciandoti il gusto autentico del territorio.

So già che quando tornerò a Barcis il gusto della mia esperienza sarà buonissimo, così come la torta sfornata dalla nonna e così come è stata questa domenica.

C’è un particolare momento che ti voglio raccontare.

Un flashback. Mi sono rivista da bambina, assieme ai miei genitori in una domenica delle nostre “solite domeniche” bellissime tra di noi, a bordo lago.

A camminare lungo il sentiero e giocare con gli elementi della natura, una foglia, un sassolino, un fungo o un animaletto.

Sapere ascoltare i colori, sembra una frase sbagliata nel suo contenuto.

Invece per me i colori di Barcis vanno ascoltati.

Sono questi colori che mi hanno suggerito le fotografie che stai guardando, sono questi colori che mi hanno suggerito il modo esatto per raccontarteli e sono questi colori che mi hanno avvicinato ai ricordi bellissimi che ho delle domeniche passate in famiglia.

Non a caso sto scrivendo oggi l’articolo dedicato a questo posto fiabesco.

Ricordati di ascoltare senza condizionamenti un luogo, che sia in Friuli o meno, io lo faccio sempre, mi prendo un attimo e chiudo gli occhi perchè così è più facile ascoltare con tutti gli altri sensi. Ne rimango sorpresa ogni volta, anche quando un posto l’ho visto più volte, riesce a raccontarmi sempre qualcosa di nuovo.

Impara a togliere tutto il superfluo dalla tua esperienza e lascia libero spazio al dialogo con le tue emozioni.

barcis il lago con i colori che parlano
I colori riescono a parlare, e mi hai insegnato tu ad ascoltarli.

Ho scattato questa foto dove ho disegnato un cuore le mani, in quel preciso istante non sapevo bene il perchè, ma oggi sono consapevole di averlo fatto per lasciare un messaggio a chi mi ha guidato alla scoperta delle cose semplici e belle della vita in quelle domeniche indimenticabili.

E oggi ringrazio perchè è grazie a tutti quegli insegnamenti che posso scrivere il mio blog seguendo l’istinto e le emozioni, se non sapessi ascoltare non riuscirei a scrivere.

Ho pubblicato il video fotografico della mia giornata al Lago di Barcis, lo puoi vedere qui!

Se ti sei perso l’ultimo articolo del blog e non sai che il campanile più alto d’Italia si trova in Friuli Venezia Giulia, lo puoi leggere qui!

Mandi!

Ylenia

 

 

 

 

 

8 opinioni riguardo a “BARCIS IL LAGO CON I COLORI CHE PARLANO

  1. le foto sono assolutamente strepitose, questo lago sembra un quadro ! da quando ti seguo mi sto abituando a conoscere un’infinità di luoghi quasi “dietro casa” di cui ignoravo l’esistenza !

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