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GEMONA: DA 7 METRI SOTTO TERRA AL COLLE DEL CASTELLO

Gemona: da 7 metri sotto terra al colle del Castello. La mia seconda emozionante esperienza a Gemona.

Un flash-back a fine visita. Ti racconto il mio viaggio a Gemona.

La scorsa settimana ti ho raccontato una parte della mia visita a Gemona, non perdertela leggila qui. E poi ti ho ti ho anche raccontato la storia de Il Cjanton, questo angolo magico dove trovi il riassunto del Friuli e la trovi qui.

Oggi ti racconto un’esperienza da brivido. Ti racconto la visita insolita di Gemona: da 7 metri sotto terra al colle del castello!

Uscendo dal Duomo, mi sono spostata sul fianco destro della struttura.

Sono rimasta folgorata dalla vista sulle montagne.

A primo impatto mi è sembrato davvero di poterle toccare con le mani, è proprio vero che la natura crea delle meraviglie che amplificano la bellezza dei nostri luoghi e in particolare di Gemona.

Scendendo una piccola scala sono arrivata sotto la sagrestia della chiesa, in un vano che anticamente ospitava il Saccello di San Michele Arcangelo e di San Giovanni Battista che è stato restaurato nel 2017 dopo circa una decina d’anni di ricerche e scavi.

In epoca antica il vano era utilizzato come ossario e all’interno vi sono stati trovati delle ossa di alcuni corpi, ma quello che ti colpisce è la decorazione e le figure rappresentate come il San Michele che pesa le anime. Il soffitto è decorato con i simboli degli evangelisti.

Accanto al Saccello è stato rinvenuto un magazzino, distribuito su due livelli.

Qui è iniziata la discesa.

La prima parte è un vano di passaggio dove si può vedere una Crocefissione antica e recuperata dopo gli scavi, quindi ha incuriosito una piccola finestrella. Da li riuscivo a vedere un’altra parte ma inizialmente non sapevo che cos’era, ma l’ho scoperto pochi minuti dopo.

Nell’angolo del vano c’è una scala impreziosita da una luce blu.

E poi sono scesa, gradino dopo gradino.

Non so trovare le parole esatte per descriverti la sensazione che ho provato. Scendendo sapevo che avrei visto qualcosa di estremamente importante, ma non immaginavo di rimanere così colpita da questo luogo così fresco ma allo stesso tempo caldo.

Ho usato  questi due termini perchè sotto terra la temperatura è notevolmente inferiore rispetto all’esterno e caldo perchè sembrava che quei pezzi di storia volessero raccontare il loro vissuto per poi poterlo scrivere.

Gemona sotterranea.

Mi sono trovata davanti a una parete ricreata con tutte le ossa che sono state trovate qui sotto, e al centro i crani riesumati dagli scavi, alcuni rivolti verso lo spettatore e altri dalla parte opposta. La luce posta alla base della parete che puntava verso l’alto enfatizza ancora di più quello che lo spettatore ha davanti. Tutte queste ossa ricordano le persone che erano state un tempo, con un loro corpo caldo, un sorriso sul volto e tanto da raccontare.

Gemona. Il tesoro a 7 metri sotto terra.

Oggi sto cercando di dargli voce. A sostegno di tutte le persone che cercano di contribuire in modo volontario alla vita di questi luoghi sacri; e che con passione lo hanno raccontato a me, ed in futuro a te che stai leggendo le mie parole.

Ti ricordi quella finestrella che mi ha colpito? Quello è un ambiente parallelo da cui si accede da un’altra scala. Qui trovi il lapidario che raccoglie chiavi di volta, frammenti di fregi e altri elementi.

Pensi che la sorpresa sia finita qui? Assolutamente no.

In questa stanza è stata posta un’altra scala che questa volta sale verso l’alto e in una piccola cavità hai la possibilità di vedere una scena con la Crocifissione appena abbozzata sulla parete con piccoli solchi e mi sono rendi conto di quanti tesori di valore custodisce Gemona.

La mia visita è continuata con la Mostra espositiva dei reperti rivenuti durante i lavori di svuotamento dell’Ossario del Duomo. I reperti sono ordinati nel loro percorso espositivo, però, sono le foto che testimoniano il grande lavoro di scavo, recupero dei resti e di studio ad avermi colpito di più.

Da questo punto in poi dopo la discesa e iniziata la salita verso il punto più alto di Gemona!

Ho potuto ammirare il Museo della Pieve e Tesoro del Duomo e qualche metro più avanti il Museo Civico di Palazzo Elti.

Sotto i portici che costeggiano la via principale c’è la mostra fotografica permanente intitolata “1976-Frammenti di Memoria” che testimonia il periodo del terremoto devastante che ha colpito il Friuli e ha distrutto Gemona. Qui trovi tutte le informazioni riguardanti i Musei, le Esposizioni e la Cineteca del Friuli.

Per salire al Castello ho scelto la via che incrocia i portici, l’insegna si trova in alto e ti indica la strada da seguire.

La salita, tanto quanto la discesa sotto il Duomo, è stata emozionante.

Ogni gradino ti sembrava di vedere un pezzo di Friuli in più, quasi un mosaico di tetti, di case, fino a guardare l’orizzonte di colore verde in lontananza.

Uno spettacolo.

Qui mi sono presa un attimo per ammirarlo e raccogliere tutte le emozioni che voglio trasmetterti.

In testa si è fatto strada un flash-back della mia giornata di visite.

Gli angoli nascosti del Friuli. Conoscili con Viaggia con Yle.

Sono arrivata è le fotografie della Gemona distrutta dal terremoto mi hanno impressionato.

Percorrendo la via centrale ho visto e conosciuto persone grintose che amano il loro mestiere, scendendo sotto terra ho incontrato le persone di una volta che mi aspettavano per raccontare di loro e ora, mi trovo sulla vetta del colle ai piedi del Castello ad ammirare la bellezza di questo luogo che per certi versi ha davvero una storia speciale.

Qui è terminata la mia visita e il mio racconto su Gemona. Però venerdì ti faccio conoscere una persona molto speciale, che con il suo mestiere esprime ciò che vorrebbe dire a parole! Dai un’occhiata al suo profilo qui!

Un ringraziamento speciale va alle persone che mi hanno accolta e che hanno saputo raccontarmi l’essenza dei luoghi che ho visitato.

Domani non perderti l’articolo che uscirà sul blog Emotionally di Sara Daniele dove continuo a parlarti del Friuli!

 

4 commenti

    • wp_8292081

      Ciao Cassandra! Ho voluto rendere omaggio a Gemona, ma ci sono tantissimi altri posti di cui parlerò nei prossimi articoli. Esattamente questo week-end qui c’è la festa medievale Tempus, dove oltre ai costumi, ai cibi, tornano in vigore le monete antiche e gli euro sono banditi. E’ molto caratteristica! Spero di riuscire ad andarci e raccontarvela in un prossimo articolo!

  • Rita Tirelli

    La mia famiglia, da parte di padre, è friulana e, anche se lui è nato in Emilia, ha passato buona parte della sua infanzia dai nonni a Palmanova del Friuli. Io, purtroppo, conosco pochissimo questa terra bellissima e quindi ti ringrazio per il tuo post, che mi ha fatto pensare che sia ora di andare riscoprire queste antiche radici.

    • wp_8292081

      Ciao Rita, hai del sangue friulano nelle vene!Il Friuli è particolare perchè racchiude in sè tantissime cose sia paesaggisticamente, che culturalemente. Le influenze che le zone hanno subito dipendono molto dal passato. Ti aspetto in Friuli!

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