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I TOMATS: UNA TRADIZIONE CHE VA TRAMANDATA

Se vuoi scoprire chi sono i Tomàts e dove li puoi incontrare, continua a leggere questo articolo e ti verrà voglia di conoscerli subito!

Yle e i Tomàts: una mattinata divertente!

I Tomàts: una tradizione che va tramandata.

E’ un’articolo a cui ho lavorato molto prima di pubblicarlo. Questa è una tradizione che ha rischiato di essere dimenticata nel tempo e volevo raccontarla nel modo migliore per riuscire a suscitare il giusto interesse, in chi come te sta leggendo l’articolo.

Parto dall’inizio. Come ho conosciuto i Tomàts?

Nella visita che ho fatto a Tarcento mi ha accompagnato un ragazzo il quale mi aveva già portata nei posti di cui ti ho parlato nell’articolo interamente dedicato alla cittadina e durante la passeggiata vicino al fiume Torre mi ha indicato La Cjase dai Tomàts.

Dopo aver pubblicato l’articolo su Tarcento mi è arrivato un commento da parte del sig. Sergio, il quale mi ha raccontato di essere parte integrante dell’Associazione “I Mascarars di Tarcint” che portano avanti oggigiorno la tradizione.

Cos’è un tomàt?

Cjase dai Tomàts: qui puoi vedere le maschere esposte.

E’ una maschera tradizionale in legno che viene usata nel carnevale dei paesi della riviera tarcentina. Vengono ricavate scolpendo dei ciocchi di legno; il mascaraio guardando il pezzo, trova la sua particolarità e le sue mani seguono l’immaginazione dando vita ad una maschera senza eguali.

Ogni maschera è diversa, non necessariamente ritrae un personaggio ma è frutto della fantasia di chi l’ha costruita. In alcuni casi sono colorate, quando il legno invece è particolarmente bello viene lasciato del suo colore naturale.

Questa tradizione è affascinante. Tu puoi essere chiunque tu voglia e nessuno lo può sapere, perchè il tuo volto è celato dietro il Tomàt.

Il carnevale e la tradizione dei Tomàts.

Il carnevale è una delle tradizioni più divertenti del calendario e va festeggiata come si deve! Tantissimi anni fa il gruppo mascherato si divideva in due gruppi: quello “a bello” e quello “a brutto”.

Gli “a belli” non indossavano maschere ed erano coloro che tenevano d’occhio il comportamento degli “a brutti”, ovvero coloro che invece indossavano la maschera. Il gruppo che indossava la maschera tradizionale inscenava delle scenette satiriche, dove tutto era sorriso e gioco! Allegria era la parola d’ordine! Le vittime delle scenette erano i personaggi amministratori o comunque quelli che avevano ruoli di primo piano. E in tutto questo non poteva non mancare la musica!

I Tomàts: una tradizione che va tramandata.

I Tomàts in corso d’opera.

Ho dato questo titolo perchè il gruppo che promuove e porta avanti la tradizione non è numeroso, e in modo orgoglioso la tramanda alle generazioni future con le loro esposizioni e partecipazioni a manifestazioni dove indossano i loro Tomàts.

E’ bello che un’associazione si impegni così tanto in quello in cui crede, oltre ad aver istituito la Cjase dei Tomàts, hanno collaborato con l’Università di Udine per catalogare tutte le maschere prodotte fino al 1985 in modo da dar loro continuità.

Purtroppo le maschere più antiche sono andate distrutte o perse. Per tradizione la maschera usata per il carnevale di un anno veniva bruciata per non essere riconosciuto nelle satire degli anni successivi e questo, oltre al terremoto del 1976, è uno dei motivi per cui non sono giunte a noi.

Perchè mi sono divertita alla Cjase dai Tomàts?

Scendere le scale, chiudere gli occhi e sentire l’odore del legno è stato come immergersi in un’altra storia. Le tradizioni popolari sono un pò questo, cioè ti fanno tornare al passato mentre stai vivendo il presente dandoti la possibilità di poter cogliere il punto di vista di un’epoca diversa dalla tua.

Arrivare a Tarcento e scoprire questo piccolo spazio che ha un compito enorme è stato sorprendente.

Mentre il Sig. Sergio mi raccontava della storia delle maschere, la mia mente cercava di carpire ogni particolare del suo racconto per tradurlo in una sensazione che non ho mai provato. Mi sono immaginata cosa significava vivere l’attesa del periodo di carnevale per poter far festa e assaporare l’allegria di andare per le case regalando attimi di sorrisi ai compaesani, cantare, ballare e fare aggregazione.

Forse, per chi sta vivendo oggi, diventa difficile immedesimarsi in quello che ti sto raccontando perchè le nostre abitudini oggi sono più “individualiste” e meno di gruppo inteso come gruppo di paese.

Per questo motivo la tradizione dei Tomàts è una tradizione che va raccontata, spiegata e tramandata, perchè emana positività.

Giocare con l’immaginazione, ricavare da un pezzo di legno qualcosa di pregiato che racconta una storia non è di certo semplice ma vedere qualcuno che lo fa ha un fascino molto particolare e la Cjase dai Tomàts ha questo scopo. E’ un laboratorio aperto a chi vuole conoscere la tradizione da vicino.

Per conoscere meglio i Tomàts e l’Associazione I Mascarars di Tarcint, trovi qui tutte le informazioni!

Cjase dai Tomàts

Tel. +39 347 8184493

www.tomats.org

Essere ospite e poter vedere da vicino la storia di una tradizione antica, mi rende ancora più fiera del progetto che sto portando avanti con Viaggia con Yle perchè posso dar voce a tutte queste cose semplici ma di grande valore.

Ci vediamo al prossimo articolo.

Ridi, viaggia, vivi!

Ylenia

13 commenti

    • wp_8292081

      Ciao Sabrina! E’ una tradizione del carnevale della riviera tarcentina (Tarcento si trova a nord di Udine), ha rischiato di andare perduta ma il gruppo dei Mascarars di Tarcint ha saputo darle nuova vita e farla conoscere. Io ho avuto il piacere di essere loro ospite per una mattina e vedere da vicino le maschere e la loro tradizione!

    • Ylenia Pravisani

      Ciao Serena! È una tradizione affascinante, ho potuto vedere tantissime maschere da vicino! Ti consiglio di vedere il loro sito e trovi tante informazioni dettagliate!

  • Ylenia Pravisani

    Ciao Serena! È una tradizione affascinante, ho potuto vedere tantissime maschere da vicino! Ti consiglio di vedere il loro sito e trovi tante informazioni dettagliate!

  • Silvia

    Come sempre il tuo scrivere in “punta di piedi” e con grande solarità racconta le tue scoperte
    affascinando e incuriosendo il lettore. “Non ti curar” di chi non apprezza la tua professionalità e soprattutto il privilegio di essere il protagonista dei tuoi racconti!
    Vai Yle!!!!

    • wp_8292081

      Grazie Silvia!!!Sono davvero orgogliosa di ricevere le tue parole! Grazie davvero, io continuo a raccontare a mio modo il Friuli 🙂

  • cristiana

    bellissima tradizione, hai proprio ragione. Molte stanno andando perdute ed e’ un pezzo di storia che se ne va. il tuo articolo mi ha ricordato un’ altra parata in maschera, quella dei Krampus in Alto Adige

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