ylenia davanti ai tronchi al bosco rimagno
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Il Bosco Romagno: un luogo per ricaricarsi di sogni

Il Bosco Romagno è il luogo in cui torno ogni primavera e ogni autunno, lo trovo magico per i suoi colori e per i suoi silenzi. Mi sono resa conto di non avertene mai parlato in un articolo e quindi… Eccomi qui per raccontarti la mia domenica all’insegna dei sogni.

Si è appena concluso un periodo abbastanza impegnativo dove il tempo è stato tiranno e la concentrazione era dedicata agli altri obiettivi. Nonostante io volessi dedicarmi al blog non avevo né la mente libera per lasciar fluire le emozioni, né la lucidità per scrivere in modo leggero.

Sentivo la necessità di riprendere in mano la macchina fotografica, di sentirmi libera di inquadrare il bello, di ricercare i particolari più nascosti e scattare.

Sentivo anche la necessità di sedermi nuovamente a scrivere, mettere nero su bianco la mia esperienza e lasciare libera la fantasia.

Volevo staccare la spina. Quel desiderio si è tramutato in realtà nel momento in cui sono salita in auto e ho scelto di passare qualche ora al Bosco Romagno.

Bosco Romagno: un luogo di bellezze, silenzi e avvenimenti storici

La superficie è ampia e conta circa cinquantatré ettari di estensione, il territorio coinvolge tre comuni: Cividale del Friuli, Corno di Rosazzo e Prepotto.

Il Bosco Romagno e i suoi dintorni sono stati teatro di fatti di sangue risalenti al periodo dell’Eccidio di Porzûs. Qui sono stati interrogati e giustiziati alcuni partigiani osovani che oggi sono ricordati con una lapide in memoria delle vittime.

Per entrare al Bosco Romagno ci sono tre diversi ingressi. Io ho scelto quello dalla parte della Strada di Spessa che per me è più comodo e che preferisco per il panorama che si estende sui vigneti.

I colori sono spettacolari in questo periodo. Le foglie virano dal verde, al giallo ocra, fino a passare dall’arancione intenso e al rosso rubino.

Questa domenica d’autunno aveva il sapore delle prime giornate primaverili caratterizzate da un sole tiepido che ti riscalda e ti fa sentire bene. L’unica differenza è che i colori sono quelli tipici autunnali, carichi e suggestivi.

Amo i silenzi. Amo i colori. Amo la bellezza della natura che cerco di tradurre prima in emozioni e poi in parole.

Il silenzio è l’elemento che più mi aiuta a mettere ordine ai pensieri. Mi aiuta anche a lasciar andare il superfluo a favore delle sensazioni positive che la natura ti può regalare.

Ed ecco che, di punto in bianco tornano in mente le parole e gli occhi riescono a cogliere nuovamente la bellezza che mi circonda. Una tra le cose più brutte che mi capitano è proprio l’essere cieca davanti alle emozioni suscitate dalla semplicità di ciò che mi circonda.

Sta a me capire che è ora di togliere i filtri e ascoltare di nuovo.

La zona centrale del bosco è attrezzata con un parco giochi dedicato ai più piccoli, ci sono i servizi e il prato con le panchine; questa è solitamente la zona dove mi soffermo meno. Preferisco proseguire verso i sentieri che si addentrano verso il bosco, dove gli alberi di diverse specie costeggiano il sentiero e dove riesco ad ascoltare i rumori tipici.

Ad esempio una foglia che cade, un animale che si nasconde, lo scricchiolio dei rami mossi dal vento e poi le lame di luce che irrompono attraverso l’ombra degli alberi.

Davanti a me trovo un panorama intimo che sembra uscito dalle favole e che è il contesto perfetto per inventarne delle altre.

Questa per me è la magia del Bosco Romagno.

Ha la capacità di prenderti e portarti in un mondo fatto di piccoli abitanti immaginati, tra i quali gnomi, folletti e fate. Assieme ad altri piccoli elementi che ti catturano e ti chiedono in silenzio di fermarti ad osservare cogliendo così le diverse sfumature di bellezza.

La natura ha quel suo modo di parlare diverso dal nostro. Non usa le parole bensì dei sussurri fatti di colore, di sfumature e di suoni che spingono i ricordi a irrompere vividi nella mente.

Da bambina venivo qui con i miei genitori e assieme facevamo delle lunghe passeggiate. Mano a mano che camminavo mi sono rivista in loro compagnia provando contemporaneamente una sensazione di nostalgia per quei momenti, che poi ha lasciato spazio alla sensazione di gratitudine per avermi trasmesso tutti questi valori positivi.

Scegliere di passare una giornata a contatto con la natura è stato come scegliere di riprendere a respirare a pieni polmoni, pronta a ripartire più carica di prima.

La bellezza di camminare e sognare ad occhi aperti è unica.

Quando la testa è libera sono i sogni a prendere piede e ad occupare lo spazio lasciato dai pensieri.

Lo so di essere una sognatrice, purtroppo i sogni creano una dipendenza positiva e non riesco a farne a meno. Alcuni si possono realizzare, altri no ma niente deve scoraggiarti a provare a renderli realtà.

La comminata al Bosco Romagno non è stata una semplice passeggiata.

E’ stata la strada per connettermi con la mia parte meno razionale, più creativa e ricaricarmi di sogni.

Raccontare il Friuli nel blog per me non è solo raccogliere informazioni e trasferirle online, ma è mettere una parte di me in ogni luogo che ti racconto, perché le emozioni a mio avviso sono il motore delle esperienze.

Ti aspetto nei commenti e raccontami se per te esistono altri luoghi capaci di rapirti e farti stare bene, come il Bosco Romagno lo è per me.

Ti sei perso la nuova rubrica “A due passi dal Friuli Venezia Giulia”? Qui puoi trovare la prima tappa.

P.S.: tra pochi giorni sono in partenza per portarti a conoscere il secondo protagonista della rubrica.

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