La vista da Monte San Michele sull'Isonzo
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Monte San Michele: dentro la guerra

Inizio l’anno con l’articolo che ti racconta la mia ultima esperienza del 2019: la visita a Monte San Michele. Un’esperienza singolare e molto forte, che non si sofferma a raccontare gli avvenimenti della Prima Guerra Mondiale in modo superficiale ma ti fa entrare dentro in un’atmosfera densa di sofferenza e incertezza. 

Tutti a scuola abbiamo studiato la Prima Guerra Mondiale, ne abbiamo letto sui libri, visto le fotografie, visto dei film romanzati, ascoltato i racconti dei nonni e ci siamo fatti un’idea di come possa essere stato quel periodo. 

L'esterno della zona Sacra di Monte San Michele
L’esterno della zona sacra di Monte San Michele

Qui a Monte San Michele invece è come entrare dentro quella guerra e quando ne esci ti rimane qualcosa, una sensazione di vuoto che ti tocca nel profondo.

E allora capisci molto di più la profondità dei versi di Ungaretti, comprendi meglio quelle poche parole ermetiche.

Una riga e quattro parole bastano per colpire e racchiudere le atrocità provate in guerre dai soldati, che alle volte erano davvero poco più che dei ragazzini.

La decisione di visitare il Museo di Monte San Michele è nata circa un mese fa quando sono stata a Gorizia a visitare il Museo della Moda e delle Arti Applicate (a cui ho dedicato questo articolo), che interseca le sue sale con una parte del museo dedicato alla Grande Guerra.

Mentre passi da una stanza all’altra arrivi ad un punto in cui è stata ricostruita una trincea, attorno a te la luce è bassa e quello che colpisce è la “musica” di sottofondo fatta di urla, spari, richieste d’aiuto e rumori di aerei. Solo ascoltando i suoni, mi è sembrato di essere li.

In quel frangente ho deciso che volevo provare l’esperienza immersiva ricostruita attraverso la realtà aumentata presso il Museo di Monte San Michele.

Volevo entrare per comprendere di più, conoscere a fondo cosa fosse successo in quella zona del Carso.

La Cannoniera nella zona sacra di Monte San Michele
L’esterno della Cannoniera

Dall’altura di Monte San Michele la vista da un lato sull’Isonzo e dall’altro sul mare è qualcosa di indescrivibile.

Per questo motivo le truppe ambivano alla sua conquista perché da quel punto si poteva controllare ogni movimento avversario. La battaglia qui è stata lunghissima e tremenda e una volta entrati al Museo se ne ha la consapevolezza.

Guardando le cartine in 2D che raccontano gli avvenimenti attraverso una linea del tempo interattiva, hai la percezione dei pochi metri guadagnati tra un anno e l’altro in cui è combattuto per poi arrivare alla disfatta di Caporetto che ha reso vano tutto ciò che era stato fatto in precedenza.

Le cartine sono corredate da fotografie digitali dell’epoca e grazie alla puntuale spiegazione della persona che mi ha accolta abbiamo toccato con mano e approfondito questa parte di storia.

Dopo aver ascoltato, fatto riaffiorare i ricordi e con loro anche le parole trincea, gas chimico, ricordato quante persone sono morte, era il momento di immergermi nella Prima Guerra Mondiale attraverso la realtà immersiva.

L’esperienza ti coinvolge a 360° gradi e posso confessare che sono stati i 20 minuti più forti che ho provato negli ultimi tempi.

La poltrona in cui ti siedi dà la possibilità di girare, una volta indossato il visore, le cuffie e ascoltato le indicazioni della guida è il momento di iniziare. Girando la testa o muovendoti con la poltrona puoi continuare a vedere le scene, non c’è limite, ed è così che sei davvero dentro la scena. 

Vedi il compagno che ti sta accanto, sei in trincea, senti le voci, percepisci una sensazione di paura mista ad adrenalina e sei in guerra.

Il filmato è diviso in capitoli che raccontano diversi frangenti: la vita e la morte in trincea, cosa succedeva negli ospedali, il soccorso ad un ragazzo portato in salvo dal campo, il primo attacco con il gas chimico, l’esperienza dei fotografi di guerra, il sorvolo del’altopiano di Doberdò sull’aereo guidato da Francesco Baracca, fino alla chiusura con le parole di Ungaretti che torna sul Carso.

L’esperienza immersiva che ho provato in prima persona a Monte San Michele mi ha colpito nel profondo e mi ha fatto riflettere su diversi aspetti, sia storici che umani.

Sala della realtà virtuale VR360 di Monte San Michele
Questa sono io mentre indosso il visore pronta ad iniziare l’esperienza immersiva.

Dopo la visita virtuale al Museo, ho proseguito a piedi all’interno della Cannoniera e all’esterno della zona sacra.Attraverso l’applicazione mobile San Michele VR scaricabile, si può avere maggiori informazioni sui percorsi, sugli avvenimenti e sui monumenti.

A pochi chilometri di distanza sorge il Sacrario militare di Redipuglia, il cimitero monumentale che custodisce le spoglie di migliaia di soldati italiani morti durante la Guerra Mondiale, e la zona del Carso Isontino è attraversata da diversi sentieri dedicati alla Grande Guerra.

Il Museo di Monte San Michele sorge all’apice di Monte San Michele che è considerato zona sacra e per questo motivo gli orari sono limitati. 

Il Museo è aperto dalla 10 alle 16 (con chiusura il lunedì), maggiori informazioni e contatti sono reperibili sul sito ufficiale: www.museodelmontesanmichele.it

Anche questa volta l’idea del Museo è stata scardinata a favore di un’esperienza che ha il sapore di realtà, mi sono sentita trasporta e coinvolta in un argomento cruento e crudele ma che fa parte della storia da non dimenticare.

Voglio chiudere questo articolo con una poesia studiata a scuola e di cui non avevo compreso realmente il significato fino ad oggi.

San Martino del Carso

Valloncello dell’albero isolato, 27 agosto 1916

Di queste case

non è rimasto

che qualche brandello di muro

Di tanti

che mi corrispondevano

non è rimasto neppure tanto

Ma nel cuore

nessuna croce manca

è il mio cuore

il paese più straziato

[Giuseppe Ungaretti – Il porto sepolto]

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